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SoffittaDellaStrega


Diario


23 settembre 2008


 Le celebrazioni si fanno ogni volta più meravigliose...
Con la musica delle mie sorelle, degli antenati, a trascinarmi via, ed un altare appoggiato sul pavimento della stanza buia.
E quella musica mi accompagna mentre cammino in un campo di grano alto, mentre la luce del sole gioca coi miei occhi, e le farlalle, e le mie gambe che corrono... e lentamente scostare le spighe, spiare il sentirero, mentre la musica s'è fatta mistero: quasi non ho tempo di entrare nel bosco, che già le creature mi raggiungono. Gnomi, cervi, elfi, gufi, una fata, un serpente mi avvolge accarezzandomi, un elefante mi sospinge, una bizzara creatura mi porta per mano saltellando.
Sotto al grande albero, divido con loro i suoi frutti, e loro mi danzano intorno tenenedosi in cerchio. Li guardo e penso: penso a tutti i semi gettati in questo anno, a quelli che non si sono mai realizzati ed è giusto così, a queli che hanno dato i loro frutti senza che prima d'ora ne avessi coscienza. E pensando e rivoltando mi rendo conto che quegli aborti, quei progetti che non ho realizzato mai, non li ho mai desiderati veramente... mi rendo conto insomma che le cose che mi sono sfuggite dalle mani non le ho mai volute veramente, metre quelle che disperatamente volevo anno avuto la mia anima a trascinarle fino a me.
I miei compagni girano danzando, un altro frutto, mi prendono per mano e mi guidano nel bosco. E' una festa! Mi guidano fino alla soglia, fino a salutarli uno ad uno: una carezza allo gnomo ed al cervo, un buffetto al troll, una fata e una farfalla nella mia mano, come potessi tenerli con me per sempre.
Mi allontano, mi volto ancora: la musica è finita. Un saluto, creature che saltellano festose.
La mia stanza sa di mirra.
Benedico gli elementi. Sorrido. L'autunno è arrivato e posso fermarmi a riposare...




permalink | inviato da SoffittaDellaStrega il 23/9/2008 alle 21:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


1 settembre 2008


La mia prima evocazione, e me la sono cavata egregiamente: il rumore dell'acqua, il profumo di brezza marina ad avvolgere la stanza, la mia preghiera alla silenziosa Sige: l'ho accolta nella mia casa come si accoglie un ospite alla mano, forse un mendicante, come qualcuno che è sempre stato lì e che non ci sarà mai.
Ho camminato lungo le rive del fiume, guardato i sassi brillare sul fondo; mi sono persa nel guizzo dei lucci che risalivano la corrente, nel riflesso dei rami sulla corrente.. ho camminato tanto, fino a che tutto non fosse infinitamente alle mie spalle: solo a quel punto, la scala... passi lenti per discendere il letto del fiume, per distinguere d'intuito l'ingresso invisibile di una grotta nascosta dalle alghe. Perchè Sige è così, non si mostra e si lascia trovare. Passi lenti per attraversare l'antro, nel riverbero blu di fiammelle color del mare; per risalire nuovi scalini, pochi, nella luce fioca delle torce.
E lei era lì, in piedi contro la roccia, senza troni o corone, col suo dito sulle labbra a suggerirmi il silenzio. E senza parlare mi sono avvicinata a lei, ho lasciato che sfiorasse il mio viso, ho letto nei suoi occhi e nel suo sorriso, mi sono lasciata andare nell'abbraccio del suo mantello ed ho sentito che era acqua sulla mia pelle, e che era acqua a scorrere nei battiti del suo cuore.
Ho compreso ogni cosa senza che dicesse nulla, ho compreso che le parole sono una manifestazione dell'ego, ho compreso che solo l'azione lascia dietro di sè qualcosa. Ho compreso, guardando nelle sue bolle d'acqua immobile, che nulla nella mia vita avevo fatto: nulla di stabile e duraturo, nessun effetto che fosse degno di nota, se non nei rari momenti di silenzio. Ho compreso che le uniche cose che mi gratificassero non erano passate una volta soltanto attraverso il discorso.
Il mio dono per lei è stata la mia voce, che me la renda con parsimonia e al momento opportuno. Mi sono sono dichiarata sua figlia e discepola... solo un istante ho dubitato, chiedendomi se davvero fosse quello di cui avevo busogno dal momento che ero andata lì in cerca della capacità di non guardare più a me stessa quanto all'esterno... ma nel silenzio ho capito che proprio il silenzio è la chiave del mio passaggio, che sono le parole stesse a concentrare tutte le energie su noi stessi ripiovendoci addosso, e che solo rendendosi invisibili, solo non cercando onori e templi l'attenzione è tutta rivolta all'azione e al suo esito.
Sono riuscita ad andar via senza che una sola parola profanasse il silenzio.
Tornando in superfice ho provato a gettarle un fiore, che mi è stato reso: Sige è così.. niente doni, niente onori, solo un silenzio invisibile e delle bolle d'acqua piene d'azione ed esistenza.




permalink | inviato da SoffittaDellaStrega il 1/9/2008 alle 22:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


9 agosto 2008


E' successo, senza che facessi nulla perchè accadesse. E' venuto naturalmente da me, ed ora so che sono pronta: che sono cresciuta, che qualcosa in me è cambiato avvicinandomi a quelle energie che vado ogni giorno invocando.
E' stato oggi pomeriggio, una delle solite litigate con quella bestia che ora guarda la tv nella stanza accanto. E' stato quando inveiva parole e malauguri, quando col suo odio minacciava che non potessimo più tornare a casa... a quel punto, senza che l'avessi voluta o cercata, ho sentito un'energia bianca esplodere dal mio petto. L'ho vista distendersi davanti a me come una parete fissa, frapporsi fra noi e lui, l'ho vista elastica, come avesse la capacità di respingerlo, ed intorno a me quella stessa sensazione di protezione e sicurezza di quella magica notte di Imbolc al centro del mio cerchio.
Non so ancora controllarla, certo, ma quell'energia e quella luce ora mi appartengono ed è su questo che devo lavorare. Proprio ora, è buffo, che pensavo di essermi allontanata dal cammino, proprio ora - dicevo - scopro un'inedita parte di me da rafforzare e coccolare finchè non si lasci prendere per mano e guidare dalla mia stessa volontà...




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9 giugno 2008


La strega si appoggia un momento al muro del cortile: si scopre contenta di tornare a casa, ai profumi e ai suoni familiari. Pensa che è la sua vita, pensa a quanto è cambiata in pochi mesi. E pensa che il suo lupo, se la vedesse ora, non la riconoscerebbe..




permalink | inviato da SoffittaDellaStrega il 9/6/2008 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


6 giugno 2008


Penso che scrivere sia un modo di rendere belli e originali pensieri e sensazioni banali... Cose che infondo provano tutti alla stessa maniera, anche se alcuni si compiacciono di alzarsi una spanna sopra agli altri, imbellettandole di parole ricercate e armonie.

Lo sto facendo adesso.

Ne sono la prova.




permalink | inviato da SoffittaDellaStrega il 6/6/2008 alle 0:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


2 giugno 2008


Un anno fa, in questo periodo, perdevo la mia verginità... un anno fa vacillava il baricentro della mia vita portandomi lontano: lontano da me, dalle cose in cui credo, dai sogni che in silenzio custodisco...

Mi correggo: un anno fa, l'involucro vuoto del mio corpo perdeva la sua verginità, mentre l'anima intatta sonnecchiava da qualche parte lontana...




permalink | inviato da SoffittaDellaStrega il 2/6/2008 alle 19:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


30 maggio 2008


Sono tornata.. forse... Tante cose sono accadute, che devo mettere in ordine come perline per vederle brillare, per dar loro un senso.
Ma quando non scrivo è perchè mi sono persa, o forse lo sono sempre e solo a tratti ne ho percezione... "lo ero", dovrei dire, chè mi sono trovata: mi sono trovata in un pentacolo da portare sempre con me, mi sono trovata nelle mie candele e nei miei piatti vegetariani, nel profumo dei fiori e nell'energia che so tratte dalla terra.
Mi sono trovata nella sponteneità, nell'indipendenza di giudizio, nella capacità di dire "no" a chi non mi va, nella pretesa di esser presa per come sono, nel duro lavoro che ad ogni luna comincio su me stessa per poi tirarne le fila nei momenti d'attesa, nelle emozioni più vivide e negli istinti più espliciti, nell'assenza di rimpianto, nelle priorità tutte sbagliate.

E questo non è più un blog, ma fragili appunti di viaggio...




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